La riqualificazione urbana passa dalla storia :
Alla scoperta delle opere proposte dall’Associazione Castello di Sarna nelle due rotonde di Poppi e Casamicciola: la fonte della vita e una statua raffigurante Bonconte da Montefeltro.
Non solo arredo urbano, ma un progetto di riqualificazione del territorio che poggi sulla rievocazione storica e sulla memoria condivisa di una vallata.
È questa l’ambiziosa finalità dell’Associazione Culturale Castello di Sarna, che attraverso la riqualificazione di zone urbane vuole proporre un percorso condiviso di riscoperta di figure storiche e luoghi simbolici per il Casentino.
Ecco dunque due progetti di riqualificazione urbana per le rotonde di Ponte a Poppi e di Casamicciola-Bibbiena, portati avanti dall’Associazione culturale con la collaborazione del maestro Franco Tanganelli, autore delle sculture.
La prima, già approvata dall’Amministrazione comunale di Poppi, sorgerà nella rotonda del porto, mentre l’altra, da collocare nella rotonda di Casamicciola, oggetto di un grande sondaggio da parte dell’Associazione casentinese, è stata già da tempo proposta all’amministrazione comunale.
Luoghi dove coniugare riqualificazione urbana e memoria condivisa di una popolazione. Un percorso di grande valenza sociale quindi da portare avanti con la collaborazione di istituzioni, mondo economico e associazionismo.
Pensiamo per un attimo all’importanza per il Casentino di una figura come ‘Bonconte da Montefeltro’. Oppure allo stretto legame esistente tra Poppi e la storia dell’ordine Monastico di Camaldoli e delle foreste casentinesi.
Figure, luoghi, tradizioni che potrebbero presto rivivere con progetti urbani attenti alla storia e alla memoria di un territorio. Non a caso nei mesi scorsi l’Associazione culturale Castello di Sarna ha lanciato una campagna dal titolo “Bonconte per il Casentino”, iniziativa nata per riattualizzare la figura del valoroso condottiero e per inaugurare un nuovo corso, legato alla riscoperta di figure storiche per il territorio.
La campagna avrà come obbiettivo la collocazione di una statua bronzea nella rotonda di Casa Micciola-Bibbiena, a pochi passi dal luogo della leggendaria sepoltura di Bonconte. Un’opera simbolica e storica allo stesso tempo, che potrebbe rappresentare la porta d’ingresso nella vallata.
Stessa valenza storica anche per “La fonte della vita”, l’opera che sorgerà nella rotonda di ponte a Poppi. Un’opera con un forte richiamo alla storia del Casentino e soprattutto alla storia dell’ordine Monastico di Camaldoli.
“Siamo convinti della grande opportunità che ci deriva dalla riscoperta della storia e della tradizione dei nostri territori – ha affermato Riccardo Rosai, uno dei fondatori dell’Associazione culturale Castello di Sarna – Il Casentino può offrirci spunti infiniti, diretta conseguenza dei tanti personaggi che hanno scritto pagine mitiche della storia casentinese. Per questo ci siamo attivati per un confronto costruttivo con tutti gli enti locali del territorio casentinese e con la Comunità Montana. Crediamo nella possibilità di coniugare riqualificazione, arredo urbano, alla sensibilità storica e alla memoria condivisa di una popolazione, oltre ad uno sviluppo sostenibile della vallata che preveda un rilancio di un turismo “consapevole ”e “informato”, un’ottima opportunità per la crescita della nostra economia di vallata”.
“La storia, fonte della vita”
Un’opera con un forte richiamo alla storia del territorio casentinese. È “La fonte della vita”, l’opera che sorgerà all’interno della rotonda di ponte a Poppi. Una scultura in bronzo patinato con fusione a cera persa, oro zecchino e pietra, che sarà realizzata dal mestro Franco Tanganelli, artista e scultore.
“Il porto” e tutto l’insieme del Ponte a Poppi sono infatti uniti in modo indivisibile alla storia dell’ordine Monastico di Camaldoli, alle foreste Casentinesi, all’acqua, nonché al lavoro di tutta la Sua gente.
La struttura principale della scultura rappresenta un tronco di albero come quelli che venivano trasportati da Camaldoli al “Porto”e poi in Arno fino a destinazione.
Alla sommità è modellata una forma simile ad una “fonte” che farà da richiamo alla “Fontebuona” presso la quale trovò la nascita il Monastero di Camaldoli.
Il legame con Camaldoli è espresso più chiaramente con i Pavoni laterali. La fonte, con la caduta dell’acqua dall’alto, darà voce e vita alla scultura mettendola in Armonia con la vitalità de “Il Porto”.
La scelta del bronzo è dovuta alle sue qualità che lo rendono il materiale più adatto a sfidare il corso del tempo e per valorizzare i pavoni sarà impiegato verderame ed oro zecchino.
La scultura bronzea è sostenuta da un solo blocco di pietra e dello stesso materiale sarà la cornice fuori terra della vasca.


